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All'Avv. Francesco Cerotto affidato studio sul Cristo di Lecco

Gli studi sul Cristo di Lecco, ormai quasi ex misteriosa sanguigna, stanno entrando nella fase finale e nella squadra di professionisti che da oltre un anno sta studiando il disegno da più parti attribuito a Leonardo Da Vinci, è entrato anche un professionista perugino d'adozione. Francesco Cerotto, originario di Napoli, ma nel capoluogo umbro dal 1994, avvocato del foro perugino, fondatore dell'omonimo studio Cerotto - Franceschini che si occupa di diritto del lavoro e sportivo, è stato scelto dalla famiglia lecchese Gallo-Mazzoleni, proprietaria dell'opera, per la sua esperienza nel campo della grafologia giudiziaria.

Cerotto, anche docente di grafologia giudiziaria nel corso di alta formazione di scienze criminologiche e tecniche di indagine presso l'Università di Giurisprudenza di Perugia, dovrà dare il suo contributo alla contestualizzazione storica del Cristo di Lecco cercando di attribuire la paternità di una scritta sul retro dell'opera, mentre continua incessante lo studio di storici dell'arte e altre professionalità.

​Lo snodo cruciale

A Cerotto è stato affidato uno studio approfondito delle scritte presenti sul retro dell'opera: "Grazie alle sue competenze si cercherà di capire, in primis, se la scritta è coeva al disegno oppure è stata apposta in un secondo momento. Verranno analizzati una serie di aspetti a partire dal tipo di grafia, e una volta appurato il periodo in cui è stata realizzata la scritta, si potrà procedere ad un'eventuale attribuzione ad un soggetto specifico. Abbiamo fornito alcuni campioni di collezionisti, artisti, studiosi dal Quattordicesimo al Ventesimo secolo e proveremo a dare un ordine cronologico e storico alla strada compiuta dall'opera" hanno spiegato dalla proprietà. L'attenzione è concentrata infatti sulla scritta Fe Salai 1511 Dino che corrisponde esattamente a quella apposta sull'angolo inferiore destro di un famoso dipinto leonardesco, il Cristo Redentore, che si trova presso la Biblioteca Ambrosiana. Salai è il soprannome dato da Leonardo a Gian Giacomo Caprotti, uno dei suoi allievi prediletti: potrebbe dunque essere la firma dello stesso Salai oppure, secondo un'altra interpretazione, la dichiarazione di Salai in versione modello dell'opera, che avrebbe prestato il suo volto per quello del Messia. Lo studio di Cerotto risulta dunque decisivo per cominciare a capire in quali contorni storici inserire la scritta sul retro del Cristo di Lecco.

​Lo studio da effettuare

"Parliamo di sfida meravigliosa e unica nell'ambito della mia professione di grafologo giudiziario. L'analisi interesserà decine di campioni di grafia di soggetti che possono aver incontrato l'opera nel corso dei secoli. La proprietà è conscia delle difficoltà cui andremo incontro ma l'analisi dello studio delle scritte nel retro dell'opera è solo uno dei vari tasselli che ha comunque già portato vari esperti a dichiarare l'opera attribuibile a Leonardo Da Vinci. A me spetta un compito decisamente stimolante, quello di provare a storicizzare quelle scritte e provare a dare risposte facendo un tuffo nel passato... anche molto lontano " spiega Cerotto.



Autore dell'articolo: Nicola Uras

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